Il prezzo è quello scritto
Non c’è una commissione su chi prenota e non c’è una percentuale sull’incasso. Quello che i messaggi costano lo fattura Meta direttamente all’attività, e sopra non ci mettiamo un ricarico.
Chi c’è dietro Toomynd
«Toomynd tratta il cliente come una persona in un percorso di consapevolezza e accompagna l’azienda in ogni step di quel percorso con il messaggio giusto, nel momento giusto, sul canale giusto.»
Si ricorda chi va richiamato e chi aspetta una risposta, scrive ai clienti dal numero della tua azienda, tiene l’agenda e le conversazioni nello stesso posto della cassa. Fa quello che oggi ti tieni in testa, o su un quaderno.
L’ho scritto io. Sono Fabio De Gabrieli, da più di cinque anni faccio comunicazione digitale per le aziende e quelle giornate le ho passate accanto a chi vive di appuntamenti: saloni, centri, studi. Nello stesso periodo ho cominciato a studiare informatica per le aziende digitali, e continuo a studiarla adesso che Toomynd è vivo: basi di dati, cyber security, intelligenza artificiale.
Cercavo per loro un programma che facesse una cosa precisa, e non l’ho trovato. Così ho messo insieme tutto quello che sapevo fare e ho costruito Toomynd: un sistema solo, dove sta tutto quello che serve a un’azienda che vive di appuntamenti, invece di cinque programmi da tenere insieme a mano.
Cosa ho visto
Quello che trovavo era quasi sempre lo stesso. Un’agenda di carta e la memoria: chi va richiamato, chi aspetta una risposta da martedì. Poi entra qualcuno in negozio, e quella risposta non parte più.
Chi il programma ce l’aveva stava poco meglio. L’avevano comprato e nessuno gliel’aveva spiegato davvero: si impara la schermata dell’agenda, e tutto il resto resta lì, pagato e mai aperto.
Non era un’impressione mia. Lo diceva anche chi quei numeri li deve tenere insieme, il commercialista o la persona che a fine mese rimette in fila incassi e appuntamenti. La frase tornava sempre uguale: il programma c’è, e per rispondere a una domanda semplice i dati bisogna comunque andarseli a prendere a mano.
E chi quei programmi li usa tutti i giorni lo mette nero su bianco: «non è proprio così intuitivo come sembra… ho collegato la cassa ma anche questo è risultato un po’ complicato». Sotto, il fornitore risponde e gli dà ragione.
Il conto arriva il giorno in cui quei dati servono. Migliaia di nomi in archivio e sotto quasi niente: nessuna email, nessuno storico, e nessuna traccia di come quella persona sia arrivata. Chi viene dal passaparola e chi ha visto un post su Instagram sono la stessa riga.
Così non si decide niente. Per sapere com’è andato l’anno, o quali clienti tornano davvero, servono ore a rimettere insieme numeri che esistono già ma stanno in cinque posti diversi. Alla fine si lascia perdere e si va a naso, che è il modo più caro di scegliere.
Poi ho guardato come mandano i messaggi, ed è lì che ho smesso di cercare un gestionale da consigliare.
Perché l’ho costruito
C’è il gestionale standard, uguale per tutti, dove il tuo mestiere entra a forza in caselle pensate per un altro. Chi lo compra se ne accorge dopo, e finisce per usarne l’agenda.
E c’è il montaggio: l’agenda di qua, i messaggi di là, il modulo di prenotazione da un terzo, tenuti insieme da collegamenti che nessuno sorveglia. Sembra la strada furba. Per un po’ lo è.
Poi uno dei cinque cambia le sue regole. Non ti avvisa e non ti deve niente, e tu la mattina dopo hai le mani legate e nessuno da chiamare. È la stessa cosa che succede con WhatsApp, in scala più piccola e molto più spesso.
Così ho smesso di cercare un programma da consigliare e ho usato quello che avevo: cinque anni dentro queste aziende, e le tecnologie di oggi.
Toomynd è nato da lì, riga per riga. L’agenda, le conversazioni, la scheda del cliente e la cassa non sono quattro programmi che si parlano fra loro: sono la stessa cosa. Uno sconto battuto alla cassa cambia l’incasso, le statistiche e i numeri di chi ha lavorato nello stesso momento, perché è una regola sola scritta in un punto solo.
Quelle regole a un certo punto sono diventate troppe perché qualcuno le possa rimettere insieme con cinque strumenti presi in prestito. È esattamente il motivo per cui Toomynd esiste.
Le basi di dati, la cyber security e l’intelligenza artificiale non sono tre materie da mettere in un curriculum: sono il motivo per cui i dati della tua azienda non possono finire sotto gli occhi di un’altra nemmeno per sbaglio, per cui ognuno vede i numeri che gli competono e non un numero di più, e per cui Toomy ti dice chi ti ha scritto senza farti vedere cosa.
La porta ufficiale di Meta viene dalla stessa scelta. Costa di più da mettere in piedi, chiede una verifica e un numero intestato all’attività, e per questo quasi nessuno la percorre. È l’unica che non dipende dal fatto che qualcun altro non cambi idea.
E il mestiere che faccio da cinque anni si vede in un’ultima cosa. Un gestionale registra quello che è successo. Questo prova a farti tornare le persone: chi non si vede da mesi, chi ha chiesto un orario che era pieno, chi ha lasciato un appuntamento a metà.
Le cose che non cambiano
Non c’è una commissione su chi prenota e non c’è una percentuale sull’incasso. Quello che i messaggi costano lo fattura Meta direttamente all’attività, e sopra non ci mettiamo un ricarico.
Non esiste una vetrina di Toomynd dove finiscono i tuoi clienti, e chi prenota da te non vede l’elenco delle altre attività. Non ci guadagniamo niente a fargli vedere il negozio di fronte.
La pagina di prenotazione, i messaggi, le email e l’app che i clienti si installano portano il marchio dell’attività. Toomynd sta scritto in fondo, come sta scritto il nome di chi ha fatto il registratore di cassa.
Dove si parla di cosa è permesso su WhatsApp, sotto c’è il documento e la data in cui l’abbiamo letto. Quando una regola cambia si aggiorna la pagina, invece di lasciare in giro una frase che era vera un anno fa.
Prima di decidere
Mezz’ora per capire come lavori: quanti appuntamenti in una settimana, dove ti si perde il tempo. Poi ti dico se Toomynd ti serve davvero, o no.
Prima di andare avanti
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